Challange di Barcellona su distanza Ironman. 2 ottobre 2011

Il giorno più bello della mia vita. Anche il giorno dopo, il 3 ottobre. Un sogno, il mio unico sogno di vita si è concretizzato.

A distanza di meno 50 giorni ritento la distanza IRONMAN. Due Ironman in meno di 2 mesi, pazzesco ma sento di potercela fare. Da Regensburg prendo 2 settimane di tempo per decidere, io dopo gare importante mi rilasso PESANTEMENTE. Anche stavolta, ma ce l’ho fatta, è stato tutto tremendamente difficile, leggete perchè, mi è successo di tutto. Comunque, a parte tutto, tempo finale 9:58:25 …

Quando mi è successo in questi 50 giorni non può far pensare alla possibilità di preparare, rifinire, completare una gara su distanza IRONMAN. Il recupero di un Ironman duro appena completato, i mille pensieri, ci si mette anche mio padre operato, allettato ed un mese dormendo con lui su un finto letto di ospedale. La sera prima della gara costretto a dormire su un cartone in aeroporto.

Partiamo dall’ultima gara…

Regensburg è archiviato, la stagione è terminata. Ma ho un pallino, andare sotto le 10 h a 46 anni su un Ironman, in Italia nessuno c’era riuscito, preparandolo in 6 mesi partendo da 100 kg di peso. I chili ormai li avevo persi, ero arrivato a circa 75 kg, ma purtroppo una serie di eventi contrari non mi ha permesso di completare con successo l’opera. C’era un’ultima possibilità… Barcellona. L’avevo fatta l’anno scorso in 10 ore e 25 circa, con un anno di più, un Ironman appena fatto dovevo abbassare il tempo di mezz’ora.

Mi prendo una due settimane di tempo per decidere… Un po di vacanza rilassante, mare e riposo in toscana, una nuotata di pochi metri in una piscina a forma di fagiolo e decido. Vado. Sono convinto da sempre che quando uno è pronto, si deve solo mantenere, rifinire, arrivare freschi e riprovare. Così ho fatto. Non ho esagerato con i lavori, ho centellinato forze ed allenamento, conciliato il tutto con la vita di un comune mortale. Che purtroppo per un Ironman non permette cadute, sviste ed imprevisti.

Quando mai!!! Mio padre cade e si rompe il femore. Viene operato e deve fare un mese di ospedale. Passo con lui tutte le notti, con immenso piacere, io dormo poco di natura è pesante dormire su un finto letto, alzarsi presto e andare a pedalare. Così è, così è stato, ma questo ha voluto fortificarmi ancora di più, resiliente come sempre più di sempre il risultato doveva essere a questo punto assolutamente raggiunto.

Si parte, Erika sempre al mio fianco, anche nei giorni di ospedale, anche nel viaggio e in tutte quelle situazioni che la vita di un Ironman comporta. Imballo la bici senza dimenticare nulla. Addirittura la fotografo per ricordarmi come sono riuscito a chiuderla nel cartone. Fare triathlon e preparare l’Ironman è anche questo. Perfezione, calcolo, precisione in tutto. Basta poco per fallire.

Eppure si fallisce. Il calcolo sbagliato è stato sulla coincidenza aereo-treno Barcellona-Calella. Tra una corsa ed un’altra, trascinando borse e pacco-bici, alla fine prediamo treno, autobus, taxi e ci tocca dormire su un cartone. Ogni mezz’ora il controllo della polizia spagnola con torce spianate. Durissimo il pavimento, nottataccia per tutti e due… La tensione cresce ma sembra quasi di vivere un film.

Non è la notte prima della gara, è l’antivigilia. Mi sono ricordato di Francesca R. la ciclista che allenavo: il sabato prima delle gare ciclistiche ogni tanto se ne andava a ballare, a qualche festa. Mi incacchiavo all’inizio, poi ho perso ogni speranza educativa. Ho optato per un “l’importante è dormire 2 giorni prima, è quello il sonno più importante, si sa che il giorno prima della gara per la tensione non si dorme…“.  Psicologia da quattro soldi, ha funzionato con lei ma … balle!!! Si deve dormire e basta! Il giorno prima, prima prima, prima prima prima.

Arriviamo in albergo ed una sana e profonda dormita ci rimette in sesto. Parlo sempre al plurale, perché l’Ironman non lo fa solo chi lo fa, lo fa anche chi accompagna.

Guardate il video, tutto girato da Erika, onnipresente avrà fatto più km lei di me. Grande!!!

Non mi soffermo su alimentazione pregara, preparazione tecnica, check-up della bici, perché, ripeto, solo la perfezione fa completare un Ironman. Arriviamo alla gara…

La gara!

Anche stavolta il mio obbiettivo erano le 10 ore. E stavolta meno di 10 ore, piegamenti compresi, sono state!

C’è poco da raccontare, qualche botta nel nuoto, ma è normale amministrazione, bici durissima per via del vento, corsa come da previsione. Vi dico le previsioni.

Nel nuoto ho cercato subito la scia buona, cosa anche stavolta non riuscita, sempre io primo, in mezzo a vecchietti della mia età (si partiva scaglionati), solo 4-5 più forti di me. Sbagliando come sempre sono arrrivato tra i primi 10.

In bicicletta ho volato, avevo previsto un’andatura di crociera di circa 38 km/h, ricordo con scia vietata, percorso piatto con giuste ondulature ma tremendamente ventoso. Praticamente 30 all’andata, 50 a ritorno. Mi ci ero allenato, si sa che al mare c’è vento, a quando pedali controvento ogni collina è una montagna, le gambe si imballano, soprattutto per chi come me, PER STUDIATA SCELTA TECNICA, decide di pedalare pesante. Ma su questo ho avuto ragione, alla fine la media l’ho portata, mi serviva per arrivare intorno alle 5 ore comprese soste abbeveraggi, nutrizione, integrazione e soste “obbligate” per pipì dignitose.

Come la prima, anche la seconda transizione lentissima, circa 5 minuti, mi cambio completamente, voglio partire “fresco” per la maratona. Forse l’errore che faccio è portarmi troppe cose personali dietro, parlo a livello di integrazione. Quando c’è carenza di zucchero OGNI ZUCCHERO MISTO va più che bene, si tratta di colmare, non di creare risorsa glucidica. E qui avrei tanto da dire, da raccontare, esperienze condivise, lo farò in un altro articolo….

Parto, un po’ appesantito, a Barcellona il caldo è soffocante, ma a me piace. Bevo molto, integro molto, il ritmo che devo tenere in corsa, velocità di crociera, è di 5′ a km. Con soste e tutto arriverò in 3 ore e 40′. Le soste le considero soste e su questo avrò ragione. Ogni 5 km, prendo acqua, gel, cocacola, bevo camminando con calma e riparto. Ho sempre recuperato e superato tutti quelli che tentavano di bere correndo.

Arrivo trionfale. So di essere tra i primi di categoria, ogni minuto delle mie gare è un conteggio matematico, solo con la matematica riuscirò ad arrivare come voglio. Ci arrivo. Mancano soli 3 minuti alle 10 ore. Il cronometro, il mio cronometro non sbaglia. Ho il tempo per i mitici piegamenti. La scenetta è preparata da tempo. Ogni allenamento, anche il più lungo, finiva in quel modo.

In questo modo:

Conclusione

Challenge Barcelona-Maresme – we are triathlon!
Andrea Biagioni 9:58:25 – 4° di categoria (peccato premiavano con soldi i primi 3)
Nuoto (3.8km): 1:04:52
Bici (180km): 5:04:30
Corsa (42.2km): 3:40:31

Tempo finale 9:58:25.

CE L’HO FATTA!!!


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Triatleta da 25 anni, Ironman da soli 8. Miglior tempo nel 2011, nel Challenge di Barcellona dove, a 46 anni, sono riuscito a scendere sotto le 10 ore, primo italiano a compiere l'impresa nella categoria over-45. ECCO TUTTE LE MIE GARE SU DISTANZA IRONMAN
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